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Come regolare il pH senza danneggiare l'acqua

Manutenzione · 3 giugno 2026 · Redaccion

El triangolo: alcalinità, pH e cloro — perché l’ordine importa

Regolare il pH della piscina non è un’operazione semplice, ma è fondamentale per mantenere l’acqua in condizioni ottimali. Il pH misura l’acidità o la basicità dell’acqua, e deve rimanere compreso tra 7,2 e 7,8. Tuttavia, non basta solo controllare il pH: è altresì importante considerare l’alcalinità totale (TA) e la concentrazione del cloro. Questi tre parametri formano un “triangolo” che influisce direttamente sulla qualità dell’acqua e sulla sua capacità di mantenere un equilibrio chimico stabile.

L’alcalinità totale (TA) è un indicatore della capacità dell’acqua di resistere ai cambiamenti di pH. Se il TA è troppo basso, il pH può oscillare in modo imprevedibile, rendendo difficile il controllo. Al contrario, un TA troppo alto può rendere l’acqua troppo dolce, ostacolando la disinfestazione con cloro. Il cloro, d’altra parte, è il principale agente disinfettante, ma la sua efficacia dipende direttamente dal pH. Se il pH è troppo alto, il cloro non si dissocia correttamente e non ha effetto. Se è troppo basso, può danneggiare le superfici e la pelle.

Per questo motivo, è fondamentale regolare l’alcalinità prima di intervenire sul pH. Solo una volta che l’alcalinità è stabile e nel range corretto, è possibile agire con maggiore sicurezza sul pH. Inoltre, il cloro deve essere dosato in base al pH, poiché un pH non ottimale riduce la sua efficacia. Questo processo richiede attenzione e una precisa sequenza di azioni per evitare errori che potrebbero compromettere l’equilibrio chimico dell’acqua.

Correggere prima l’alcalinità totale (TA): come e con cosa

La prima cosa da fare quando si regola il pH della piscina è correggere l’alcalinità totale (TA). L’alcalinità totale indica la quantità di sostanze in grado di neutralizzare l’acido, e deve rimanere tra 80 e 120 ppm (parti per milione). Se il TA è troppo basso, l’acqua è troppo acida e il pH può variare in modo imprevedibile. Se è troppo alto, l’acqua è troppo dolce e non riesce a mantenere un pH stabile.

Per aumentare l’alcalinità totale, si utilizzano due prodotti comuni: il sodio bicarbonato e il carbonato di sodio. Il sodio bicarbonato è più economico e si utilizza per piccoli incrementi, mentre il carbonato di sodio è più potente e si usa per aumenti più significativi. Entrambi i prodotti sono disponibili in sacchi da 25 kg, con prezzi che variano tra i 10 e i 20 euro per sacco.

Per ridurre l’alcalinità totale, invece, si utilizza il acido muriatico (acido cloridrico diluito). Questo prodotto è molto efficace ma richiede estrema cautela, poiché è corrosivo. L’acido muriatico viene aggiunto gradualmente, mescolando bene l’acqua dopo ogni aggiunta. È importante seguire sempre le istruzioni del produttore e indossare guanti e occhiali protettivi.

La quantità di prodotto da aggiungere dipende dal volume d’acqua e dal valore attuale dell’alcalinità. Per esempio, per aumentare l’alcalinità di 10 ppm in una piscina da 50.000 litri, si devono aggiungere circa 1,5 kg di sodio bicarbonato. Per ridurre l’alcalinità di 10 ppm, invece, si devono aggiungere circa 1 litro di acido muriatico diluito al 5%.

Bassare il pH: acido muriatico vs bisulfato di sodio

Quando il pH è troppo alto (superiore a 7,8), è necessario abbassarlo. Due prodotti comunemente utilizzati per questo scopo sono l’acido muriatico e il bisulfato di sodio. Ogni prodotto ha vantaggi e svantaggi, e la scelta dipende dal contesto e dalle esigenze specifiche.

L’acido muriatico è il prodotto più comune e più potente per abbassare il pH. È disponibile in forma diluita al 5% o al 10%, e si utilizza in piccole quantità, mescolando bene l’acqua dopo ogni aggiunta. L’acido muriatico è efficace ma richiede cautela, poiché è corrosivo e può danneggiare le superfici se non viene utilizzato correttamente. Il prezzo varia tra i 5 e i 10 euro per litro, a seconda della concentrazione.

Il bisulfato di sodio è un’alternativa più sicura, ma meno potente. È un prodotto in polvere che si dissolve nell’acqua e non ha effetti corrosivi. È ideale per piccoli aggiustamenti del pH e per piscine con superfici delicate. Il bisulfato di sodio è più costoso dell’acido muriatico, con un prezzo che varia tra i 15 e i 25 euro per kg.

Per esempio, per abbassare il pH di 0,5 unità in una piscina da 50.000 litri, si devono aggiungere circa 2 litri di acido muriatico diluito al 5% o 1,5 kg di bisulfato di sodio. È importante agire gradualmente, verificando il pH dopo ogni aggiunta per evitare di andare troppo in basso.

Alzare il pH: sosa soda e carbonato di sodio

Quando il pH è troppo basso (inferiore a 7,2), è necessario alzarlo. I prodotti più comuni per questo scopo sono la soda soda (idrossido di sodio) e il carbonato di sodio. Entrambi sono efficaci, ma hanno caratteristiche diverse e richiedono un utilizzo attento.

La soda soda è un prodotto molto potente e richiede estrema cautela, poiché è altamente corrosiva. È disponibile in forma liquida o in polvere e si utilizza in piccole quantità, mescolando bene l’acqua dopo ogni aggiunta. La soda soda è ideale per piccoli aggiustamenti del pH, ma non è consigliabile usarla se si ha un’alcalinità totale troppo bassa, poiché può causare un aumento improvviso del pH.

Il carbonato di sodio è un’alternativa più sicura e meno aggressiva. È disponibile in polvere e si dissolve facilmente nell’acqua. È ideale per piccoli aggiustamenti del pH e per piscine con superfici delicate. Il carbonato di sodio è più costoso della soda soda, con un prezzo che varia tra i 15 e i 25 euro per kg.

Per esempio, per alzare il pH di 0,5 unità in una piscina da 50.000 litri, si devono aggiungere circa 1,5 kg di carbonato di sodio o 1 litro di soda soda diluita. È importante agire gradualmente, verificando il pH dopo ogni aggiunta per evitare di andare troppo in alto.

Quanto prodotto aggiungere: calcolo per volume d’acqua

Per calcolare la quantità di prodotto necessaria per regolare il pH, è fondamentale conoscere il volume d’acqua della piscina. Il volume si calcola moltiplicando la lunghezza, la larghezza e la profondità della piscina. Per esempio, una piscina di 10 metri di lunghezza, 5 metri di larghezza e 1,5 metri di profondità ha un volume di 75.000 litri.

Una volta noto il volume d’acqua, si può calcolare la quantità di prodotto necessaria in base al valore attuale e al valore desiderato. Ad esempio, per aumentare l’alcalinità totale di 10 ppm in una piscina da 75.000 litri, si devono aggiungere circa 2,25 kg di sodio bicarbonato. Per ridurre l’alcalinità totale di 10 ppm, si devono aggiungere circa 1,5 litri di acido muriatico diluito al 5%.

Per abbassare il pH di 0,5 unità, si devono aggiungere circa 2,5 litri di acido muriatico diluito al 5% o 1,75 kg di bisulfato di sodio. Per alzare il pH di 0,5 unità, si devono aggiungere circa 1,75 kg di carbonato di sodio o 1 litro di soda soda diluita. È importante seguire sempre le istruzioni del produttore e verificare il pH dopo ogni aggiunta.

Errori classici e perché il pH torna a desequilibrarsi

Sebbene regolare il pH della piscina sia un processo importante, molti utenti commettono errori che possono portare a un desequilibrio. Tra i più comuni ci sono l’aggiunta di prodotti in modo improprio, la mancanza di misurazioni precise e l’ignorare l’alcalinità totale.

Un errore comune è l’aggiunta di acido muriatico o soda soda senza controllare l’alcalinità totale. Se l’alcalinità è troppo bassa, l’aggiunta di questi prodotti può causare un abbassamento improvviso del pH, che può danneggiare le superfici e la pelle. Al contrario, se l’alcalinità è troppo alta, l’aggiunta di prodotti per alzare il pH può causare un aumento improvviso, che può rendere l’acqua troppo dolce.

Un altro errore è l’aggiunta di prodotti in modo eccessivo o troppo veloce. Questo può portare a un cambiamento brusco del pH, che è difficile da correggere. Inoltre, non è raro che gli utenti non verifichino il pH dopo ogni aggiunta, nonostante sia fondamentale per mantenere l’equilibrio. La mancanza di misurazioni regolari può portare a un desequilibrio che si ripresenta nel tempo.

Un altro errore è l’uso di prodotti non adatti al tipo di piscina. Ad esempio, l’acido muriatico è adatto per piscine con superfici in calcestruzzo, ma non è consigliabile usarlo per piscine con superfici in plastica o metallo. Al contrario, il bisulfato di sodio è più sicuro per superfici delicate, ma non è così potente come l’acido muriatico.

Per evitare questi errori, è importante seguire le istruzioni del produttore, verificare regolarmente il pH e l’alcalinità totale, e agire in modo graduale. Inoltre, è consigliabile utilizzare un test kit per misurare i parametri con precisione e non affidarsi solo a stime visive o a dati imprecisi.

Consigli pratici per regolare correttamente il pH

  • Controlla sempre l’alcalinità totale prima di intervenire sul pH.
  • Aggiungi i prodotti gradualmente e mescola bene l’acqua dopo ogni aggiunta.
  • Usa un test kit per misurare i parametri con precisione.
  • Evita di usare acido muriatico o soda soda se l’alcalinità è troppo bassa.
  • Non aggiungere prodotti in modo eccessivo o troppo veloce.
  • Verifica il pH regolarmente per mantenere un equilibrio chimico stabile.

Consigli pratici per regolare il pH in modo sicuro

  • Usa sempre una maschera per la respirazione e guanti da lavoro per evitare il contatto diretto con i prodotti chimici.
  • Prima di aggiungere qualsiasi prodotto, leggi sempre le istruzioni del manuale e rispetta le dosi consigliate.
  • Evita di misurare il pH in momenti di forte irraggiamento solare, poiché la temperatura dell'acqua può influenzare i risultati.
  • Se hai un sistema di automazione, attiva la pompa per almeno 2 ore prima di effettuare una misurazione precisa.
  • Per un esempio pratico, se il pH è 8,2 e la norma è 7,4-7,6, aggiungi 100 ml di riduttore ogni 10.000 litri d'acqua e rileggi dopo 6 ore.
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